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STORIA
Le origini di Poggio San Vicino risalgono probabilmente a un antico insediamento romano, il Podium Tufficanum, conosciuto nel Medioevo con il nome di Ficano. In epoca medievale il borgo svolse una funzione strategica di vedetta per difendere Apiro dalle incursioni nemiche. Nel 1927 assunse l’attuale denominazione di Poggio San Vicino e, dopo un periodo di unione amministrativa con Apiro, nel 1949 tornò a essere un Comune autonomo.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, il piccolo comune visse tutte le difficoltà della Resistenza: l’arrivo degli sfollati, la scarsità di viveri, le tensioni tra diverse formazioni partigiane e la convivenza forzata di uomini di origini e culture differenti. Il 5 giugno 1944 a Poggio San Vicino fu ucciso Goffredo Baldelli, antifascista di Giustizia e Libertà e responsabile della Stazione Radio Clandestina di Ancona. La tragedia avvenne dopo un acceso diverbio con alcuni partigiani del gruppo “Alvaro”. Durante la lite, lo scozzese Davidson lo aggredì e il montenegrino Jovic gli sparò a morte. Le versioni sull’accaduto divergono, per alcuni la causa fu una disputa disciplinare, per altri una questione personale. Non mancarono sospetti su un possibile complotto interno alla Resistenza, poiché Baldelli era ritenuto una figura scomoda. Nel 1948 Jovic fu condannato all’ergastolo in contumacia. Baldelli, insignito della medaglia d’argento al valor militare.
Il 1° luglio 1944 Poggio San Vicino subì un violento attacco dei tedeschi in ritirata. Dopo un’ora di scontro, in cui morì il partigiano Pastori, i soldati entrarono nel paese incendiando oltre trenta case e uccidendo quattro civili. Le donne del borgo cercarono di salvare le abitazioni dalle fiamme, dimostrando grande coraggio. Il 18 luglio Poggio San Vicino fu finalmente liberata dai partigiani della Maiella, accolta con entusiasmo dalla popolazione.
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Ascolta l’audioguida di Poggio San Vicino letta dall’attore Cesare Bocci:
Riconoscimenti
