Betto Tesei
Personaggio Illustre
Betto Tesei
Personaggio Illustre

Betto Tesei, all’anagrafe Benedetto, nacque a Jesi il 20 giugno 1898, figlio di Aristide Tesei, ricco borghese proprietario del maestoso Palazzo Pianetti.
Fin da giovane mostrò passione per la pittura e, incoraggiato dal padre, si iscrisse all’Accademia di Belle Arti di Urbino, dove seguì le lezioni di artisti come Luigi Scorrano. Dopo gli studi, si trasferì a Roma intorno al 1918 per perfezionare la sua formazione in pittura e disegno, ottenendo anche il diploma in xilografia. Negli anni Venti partecipò alla 93esima Esposizione di Giovane Arte Picena e fece parte del gruppo dei marguttiani, da cui però si distaccò per seguire una personale via artistica ispirata alla tradizione classica.
Pittore sensibile e rigoroso, Tesei si distinse per la maestria nel ritratto, nel disegno e nelle nature morte. Tra le sue opere più note si ricordano La natura morta e L’estasi di San Francesco, quest’ultima ispirata al San Francesco in estasi del Caravaggio.
La morte del padre nel 1932 lo riportò a Jesi, dove due anni dopo sposò Gianna Pagliarani. Trascorse lunghi periodi a Poggio San Vicino, dove possedeva una residenza estiva e trovava ispirazione nei paesaggi dell’entroterra marchigiano, come nel celebre Il San Vicino (1935). Trascorse lunghi periodi a Poggio San Vicino, dove possedeva una residenza estiva e trovava ispirazione nei paesaggi dell’entroterra marchigiano, come nel dipinto Il San Vicino (1935).
I suoi dipinti, definiti dallo storico dell’arte Roberto Cresti “finestre interiori”, raccontano un mondo sospeso tra passato e presente, intriso di memorie avite.
Nella sontuosa cornice del palazzo di famiglia, Tesei frequentò artisti e intellettuali, assorbendo atmosfere privilegiate che influenzarono la sua arte. Le sue opere sono conservate in musei e collezioni private in Italia e all’estero. Morì a Jesi il 22 maggio 1953.